NEWS

02.05.2007

Detrazione fiscale per la sostituzione serramenti.

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13.03.2007

TAR, sentenza sulle verande: NON SERVONO CONCESSIONI.

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INFORMAZIONI

POSSIBILITA' DI DETRAZIONE FISCALE DEL 55% DEL COSTO DEGLI INFISSI

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Mercoledì 2 Maggio 2007

DETRAZIONE FISCALE PER LA SOSTITUZIONE SERRAMENTI

I contribuenti possono utilizzare la modulistica relativa alle detrazioni fiscali del cosiddetto "36%"

Uno dei provvedimenti più qualificanti per il mondo dell'edilizia (e per il settore dei serramenti, in particolare) contenuti nella Finanziaria 2007 è quello delle agevolazioni fiscali previste per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici contenute ai commi 344, 346, 346, 347, 348 e 349. Particolarmente importante, per il settore dei serramenti, è il comma 345 secondo il quale: "per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre 2007, relative a interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari, riguardanti strutture opache verticali, strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti), finestre comprensive di infissi, spetta una detrazione fiscale dall'imposta lorda per una quota pari al 55 per cento  degli importi rimasti a carico del contribuente, fino a un valore massimo della detrazione di 60.000 euro, da ripartire in tre quote annuali di pari importo a condizione che siano rispettati i requisiti di trasmittanza termica U, espressa in W/m2K. Dal testo si evince che le agevolazioni fiscali sono previste anche per la semplice sostituzione degli infissi, che dovranno rispettare i valori di trasmittanza termica. Tuttavia, la detrazione fiscale è concessa solo se l'intervento è asseverato da un tecnico abilitato che ne risponde civilmente e penalmente. 

 

Martedì 13 Marzo 2007

TAR, SENTENZE SULLE VERANDE <<NON SERVONO CONCESSIONI>>

Accolti i ricorsi di due avvocati dopo la notifica dell'ordine di demolizione: <<Strutture precarie in alluminio e vetro, non c'è bisogno di autorizzazioni>>

Per chiudere un balcone o un terrazzo con una veranda in alluminio a vetri anche all'ultimo piano non serve nessuna concessione edilizia. E' quanto hanno stabilito i giudici del TAR che hanno accolto ben due ricorsi nel merito presentati da due avvocati palermitani che nel '92 si erano visti recapitare due ordinanze con le quali il comune imponeva la demolizione di due strutture precarie realizzate nei terrazzi di collegamento agli appartamenti. I due ricorsi erano stati presentati dagli avvocati Enrico e Luigi Restivo per chiedere l'annullamento dell'ordinanza 2964/05 dell'11 Novembre 1992 e l'ordinanza 1887/05 del primo agosto 1992 con la quale il sindaco con la prima aveva ordinato la demolizione di una struttura precaria in alluminio e vetri di circa 15 metri quadri e con la seconda una struttura di 50 metri quadri realizzata nei terrazzi di collegamento degli appartamenti di proprietà dei due legali. Per i giudici della Terza Sezione del TAR presieduta da Calogero Adamo (Calogero Ferlisi consigliere e  Nicola Malsano estensore) entrambi i ricorsi sono fondati e vanno accolti annullando le ordinanze di demolizione e mantenendo soprattutto in piedi le due strutture di alluminio. Alla base della decisione c'è l'articolo 9 della legge regionale 37 del 1985 che non tutti i cittadini conoscono. In base a quest'articolo <<NON E' CONSIDERATO AUMENTO DI SUPERFICIE UTILE O DI VOLUME NE' MODIFICA DELLA SAGOMA DELLA COSTRUZIONE LA CHIUSURA DI VERANDE O BALCONI CON STRUTTURE PRECARIE>>. Una norma che secondo i giudici del TAR  <<consente - si legge nelle sentenze - quindi la chiusura di terrazze e balconi con strutture precarie senza che sia necessario munirsi di titolo abilitativo alcuno>>. Secondo i giudici le opere oggetto dell'ordine di demolizione consistono in strutture che rientrano proprio un quello che stabilisce la norma <<sia per la sua intrinseca natura-struttura  in alluminio anodizzato e vetri - sia in quanto collocata in una terrazza. Di conseguenza le ordinanze di demolizione sono illeggittime in quanto fondate sull'errata tesi che le opere per le quali era stata ordinata la demolizione dovevano essere realizzate dopo avere avuto dal Comune un titolo abilitativo>>. Così, CHIUNQUE VUOLE COSTRUIRE UNA VERANDA ANCHE SE SU UN TERRAZZO CON UNA STRUTTURA PRECARIA NON SOLO NON DEVE CHIEDERE UNA CONCESSIONE, MA PUO' REALIZZARLA SENZA TEMERE CHE ANCHE IL VICINO INDISPETTITO DALLA STRUTTURA POSSA CHIEDERE L'INTERVENTO DEI VIGILI E L'EVENTUALE ORDINE DI DEMOLIZIONE. 

(Articolo scritto da Ignazio Marchese tratto dalla pagina del Giornale di Sicilia del 13/03/2007)

 

Domenica 17 Giugno 2007

POLITEAMA, SVENTATO FURTO IN CASA

I carabinieri scoprono il raid di 2 ladri in un appartamento di via Emerico Amari

Ecco i consigli delle forze dell'ordine per proteggere la propria casa ed evitare le incursioni dei ladri:

Prima di tutto OCCORRE RENDERE SICURA LA PROPRIA CASA, A COMINCIARE DA PORTE E FINESTRE. <<Ideale è una PORTA BLINDATA con serratura antifurto e spioncino ma sarebbe opportuno installare un sistema di antifurto elettronico o vetri antisfondamento. In alternativa è sempre valido il ricorso alle grate, purchè siano robuste e lo spazio tra le sbarre non superi 12 centimetri. Se l'interruttore della luce è all'esterno, va protetto con una cassetta metallica per impedire che qualcuno possa staccare la corrente. E' meglio non tenere in casa grosse somme di denaro, gioielli o oggetti di valore>>. E' bene sapere che luce e rumore tengono lontano i malviventi: se si è soli è consigliato tenere accesa la luce in due o più stanze per simulare la presenza di più persone. La porta va protetta con paletto o la catena di sicurezza. In caso di situazioni di rischio è bene chiamare subito il 112 o il 113. Nel caso in cui si dovesse avere bisogno della riproduzione di una chiave, occorre dare incarico una persona di fiducia. Se si perde la chiave di casa o si subisce uno scippo o un borseggio, va cambiata la serratura. Uscendo e rientrando, bisogna assicurarsi che la porta di casa ed il portone del palazzo restino ben chiusi. Molta attenzione va prestata agli sconosciuti. NON APRIRE LA PORTA AGLI SCONOSCIUTI ANCHE SE VESTONO QUALCHE UNIFORME E DICHIARANO DI ESSERE DIPENDENTI DI AZIENDE DI PUBBLICA UTILITA'. Per gli opera, verificare con qualche telefonata da chi è stata fatta la chiamata o da quale servizio sono stati mandati e per quali motivi. SE NON SI RICEVONO ASSICURAZIONI NON APRIRE. Un altro consiglio: non mandare ad aprire i bambini a meno che non si sia certi di chi è alla porta. Non aprire portone o cancello con l'impianto automatico, se non si è certi dell'identità della persona che vuole entrare.  

(Articolo tratto dalla pagina del Giornale di Sicilia del 17/06/2007

 

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